Football History

HONVED anni ’50

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Socrates: la democrazia Corinthiana, un caso unico nel calcio

Come si cade dentro una democrazia? Non proprio all’improvviso. Serve un gruppo di persone, ognuna della quali vale un voto, un’assemblea che si incontra puntuale e naturalmente qualcosa da decidere. Il luogo nel quale radunarsi è indifferente, basta anche uno spogliatoio. Viene meno la gerarchia, l’allenatore e il tecnico hanno lo stesso peso del secondo portiere e comincia l’autogestione.

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È un’illusione ricorrente nella storia umana che a volte funziona, fosse pure solo per poco tempo, tre, quattro anni. E finisce per diventare un esempio, magari sui generis, al punto che il termine democrazia non basta. Ci vuole un’aggettivazione che la renda più precisa, ne definisca i confini, ne chiarisca le volontà. Quella dura e pura voleva essere ‘proletaria’, quella bigotta fu ‘cristiana’, quella che fa tendenza oggi è ‘liquida’ ma più divertente, leggera e meglio riuscita di tutte forse fu quella ‘corinthiana’.

Siamo in Brasile, anni ottanta, e la dittatura, iniziata nel 1964 per mano del maresciallo Castelo Brancoperde colpi. Le prime libere elezioni a livello nazionale arriveranno solo nel 1985 ma intanto in ambito locale i cittadini e le cittadine brasiliane cominciano a esprimersi. Nel 1982, in occasione delle elezioni municipali e statali, sulla casacca bianconera della squadra popolare di San Paolo compare la scritta: “il 15 andate a votare”. Era il mese di novembre e il Corinthians di SocratesCasagrandeWladimir,ZenonBiro-Biro e compagni aveva dato per l’ennesima volta espressione al lavoro politico che cominciava nello spogliatoio, passava per il campo di allenamento e sfociava nella partita ufficiale. La maglia della squadra era il dazebao che al posto dello sponsor ospitava la propaganda politica, di solito addensata in un unica parola: democrazia.

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Scritta anche a rovescio, per esprimere il dissenso contro il governo del generale Figueiredo.

Fondato nel 1910 dai proletari della città di San Paolo per sottrarre il calcio all’elite, il Timao o Sport Club Corinthians Paulista versava alla fine degli anni ‘70 in una condizione disastrosa. Il caso volle che un cambio di dirigenza, insieme a un gruppo di giocatori capaci di pensare e mettersi in discussione, stimolato dalle parole di un direttore tecnico che di calcio ne sapeva poco perché era un sociologo, taleAdílson Monteiro Alves, produsse il più famoso e riuscito esperimento socio-calcistico della storia. Le relazioni all’interno del club furono rivisitate, le decisioni prese in maniera collettiva. Vincere o perdere non era certo la stessa cosa, ma la regola voleva che tutto avvenisse con democrazia. Così scrissero anche su uno striscione che portarono in campo, per ricordare a tutti che quello era principalmente un gioco e che non c’erano idoli o semidei da adorare ma uomini in carne ed ossa a fare le partite, come la storia.

Furono abolite le regole ferree e annullato l’obbligo del ritiro. È offensivo, sosteneva Socrates, costringere qualcuno a fare qualcosa, come fosse in prigione. Così chi non raggiungeva la squadra in albergo poteva presentarsi al campo il giorno dopo. Uno dei portieri di riserva sostenne in seguito che quello della Democrazia Corinthiana era un gran casino, ma vinsero il Campionato Paulista per due anni consecutivi (1982, 1983) e il terzo furono battuti in finale dal Santos.

La squadra giocava per musica, racconta chi l’ha vista esibirsi. Senza aggressività, il Corinthians faceva il calcio seguendo il tempo dettato da Zenon e le illuminazioni di Socrates, vinceva con i gol di quest’ultimo e quelli di Casagrande, sostenuti dalla difesa di Wladimir e dalla fatica di Biro-Biro, buon mediano.

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Da squadra allo sbando, divenne presto un riferimento nazionale che non si lasciò sfuggire la possibilità di parlare ai suoi tifosi. Volevamo far capire alla gente che sarebbe stato molto interessante un cambiamento, racconta Zenon. Un cambiamento nella forma del gioco, nell’organizzare quella piccola collettività di atleti e intellettuali, nel modo di intendere il calcio e le relazioni umane e, in ultimo, un cambiamento generale che investiva tutto il paese: nelle elezioni per il presidente della Repubblica, che il popolo brasiliano cominciava a chiedere a gran voce.

Simbolo del gruppo era il Magrão, il giocatore più originale della storia brasiliana. Barbuto, alto più di un metro e novanta, piede piccolo e delicato, preferiva il colpo di tacco. Segaligno, non un atleta in senso stretto ma giocatore di calcio di quelli buoni, con una visione di gioco che faceva la differenza e la propensione al gol e al pugno chiuso, come esultanza e protesta. Socrates si unì a quell’impresa con dedizione. Fu il Dottore, per meriti accademici, o il Filosofo per via del nome. La classe in campo gli valse un soprannome molto più altisonante: il tacco che chiese la palla a Dio! Non amava i compromessi, soprattutto quelli nei confronti dei tifosi.

Il Corinthians giocava un calcio ragionato, il gol era frutto di elaborazione e a chi seguiva la squadra era richiesta, prima di tutto, una buona dose di pazienza. I risultati arrivarono ma non senza polemiche. Dopo una partita persa, i giocatori furono costretti a difendersi dall’assalto dei tifosi. In quella successiva, Socrates realizzò una tripletta senza mai esultare: la torcida corinthiana andava educata, un passo la volta. Nella finale vittoriosa del campionato paulista del 1982, la squadra entrò in campo cantando e ballando sulle note di una canzone di Gilberto Gil. A dirla tutta fu una gran bella avventura, un successo, almeno fino al 1984.

Quando il direttore Adílson decise di candidarsi alla presidenza del club, come nelle favole peggiori, la cordata reazionaria che faceva capo al suo avversario, Roberto Pasqual, ebbe la meglio. La dimensione rivoluzionaria dell’esperimento fu brutalmente ridimensionata. Socrates, che nel frattempo aveva legato il suo destino a quello dell’intero Brasile, fece una scommessa ardita. Vicino alle posizioni diElezioni Ora, in un comizio, disse che sarebbe rimasto in Brasile e al Corinthians se, in parlamento, fosse stato votato un emendamento costituzionale per ristabilire libere elezioni. L’emendamento fu bocciato e il Dottore sbarcò in Italia, a Firenze. Qui le cose andarono molto meno bene. E in generale la sua vita cominciò a declinare lentamente, complici l’alcol e il fumo.

Il Corinthians vinse il suo primo titolo nazionale solo nel 1990, l’ultimo nel 2011, l’anno in cui il Dottore è morto. Nel 1983 aveva espresso questo desiderio: vorrei morire nel giorno in cui il Corinthians vince il titolo. E così è stato. I tifosi hanno esultato e pianto. Ogni testa un voto, siamo tutti uomini: questo era il suo motto, al confine tra l’equilibrio idilliaco e il caos. A parere del Magrão, la cosa più bella del mondo. E per i tifosi del Timao ancora oggi essere campioni è un dettaglio.

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di Gabriele Salvatori Fonte [http://www.storie.it/]

Χρόνια πολλά Παναθηναϊκός

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Auguri ai Verdi di Grecia, 106 anni!

Podosferikos Omilos Athinon

Giorgos Kalafatis, founder of Panathinaikos.

The first team of 1908.

According to the official history of the club, Panathinaikos was founded by Giorgos Kalafatis on 3 February 1908, when he and 40 other athletes decided to break away from Panellinios Gymnastikos Syllogos following the club’s decision to discontinue its football team. The first name of the new club was Podosferikos Omilos Athinon (POA), the colours of the team were red and white and its home ground was in Patission StreetOxford University athlete John Cyril Campbell was brought in as coach. It was the first time that a foreigner was appointed as the coach of a Greek team.

Panellinios Podosferikos Omilos

Michalis Papazoglou proposed the shamrock emblem.

In 1910, after a dispute among a number of board members, Kalafatis with most of the players – also followed by Campbell – decided to pull out of POA and secured a new ground in Amerikis Square. Subsequently, the name of the club changed to Panellinios Podosferikos Omilos (PPO) and its colours to green and white. By 1914, Campbell had returned to England but the club was already at the top of Greek football with players such as Michalis Papazoglou, Michalis Rokkos and Loukas Panourgias.

In 1918, PPO adopted the shamrock as its emblem, as proposed by Michalis Papazoglou. In 1921 and 1922, the Athens-Piraeus FCA organized the first two post-WWI championships, in both of which PPO was declared champion. By that stage, the club had outgrown both the grounds in Patission Street and Amerikis Square, due mainly to its expansion in other sports, and began to look at vacant land in the area of Perivola on Alexandras Avenue as its potential new ground. After long discussions with the Municipality of Athens, an agreement was finally reached and in 1922 Leoforos (“Avenue” in Greek) was granted to the club.

Panathinaikos Athlitikos Omilos

The team of Panathinaikos, 1930.

The move to a permanent home ground also heralded another – final – name change, to Panathinaikos Athlitikos Omilos (PAO), on 15 March 1924. However, the decision was already taken by 1922.

In 1926, the Hellenic Football Federation was founded and the first official Greek Championship took place in 1927. Panathinaikos won the Championship in 1930 under the guidance of Joseph Kinsler with Angelos Messaris as the team’s star player. They beat rivals Olympiacos 8–2, a result that still remains the biggest win either team has achieved against its rival.

In 1931, a serious disagreement between leading board member Apostolos Nikolaidis and Messaris, which lasted two years, damaged the club and led to a counterproductive period. In the meantime, the HFF Greek Cup had commenced in 1932. The last bright moment for the Greens before World War II was winning the Cup for the first time in 1940 against Aris (3–1).

Until 1965, Panathinaikos had won 8 Championships (1930, 1949, 1953, 19601961196219641965) and 2 Cups (19481955). In 1964, they won the Greek Championship without a loss, with Stjepan Bobek as coach and great players such as Takis Loukanidis and Mimis Domazos. Panathinaikos is the only team that has won the Greek Championship undefeated. Moreover, they were crowned back to back Champions in 1969 and 1970 and won 2 more Greek Cups in 1967 and 1969.

European Cup 1970–71 finalists

Line-up for the in the 1971 European Cup Final against Ajax.

The team in the 1971 European Cup Final.

In 1971, under the guidance of the legendary Ferenc Puskás Panathinaikos were 1970–71 European Cup finalists, losing 2–0 to Ajax at Wembley Stadium. In the road to the final they eliminated Jeunesse EschSlovan BratislavaEverton andRed Star BelgradeAntonis Antoniadis was the leading scorer in the tournament scoring 10 goals.

In the same year, Panathinaikos played for the 1971 Intercontinental Cup (due to the refusal of Ajax to participate), where they lost to Nacional (1–1 in Greece, 2–1 in Uruguay).

During the last amateur years of Greek football, the Greens won one Championship in 1972 and the Double in 1977. Another important moment for the club was winning the Balkans Cup of 1977.

Giorgos Vardinogiannis era

In 1979, Greek football turned professional. The Vardinogiannis family, who are mostly known for their oil refiningoil explorationmedia and entertainment enterprises, purchased PAO’s football department and Giorgos Vardinogiannis became president. Panathinaikos were one of the first Greek clubs that formed a women’s team in 1980 but that department is currently inactive.

The transformation period lasted a few years but in 1982 their first professional era trophy, the Greek Cup, put everything in order and they would go on winning 2 Championships (19841986), 4 more Greek Cups (1984198619881989) and the Greek Super Cup in 1988.

European Cup 1984–85 semi-finalists

In the 1984–85 season, Panathinaikos with coach Jacek Gmoch and big stars Dimitris Saravakos and Velimir Zajec made an impressive run in Europe, eliminatingFeyenoordLinfield and Göteborg to reach the semi-finals of the European Cup. In 1987–88, they made it to the quarter-finals of the UEFA Cup, eliminatingJuventusAuxerre and Budapest Honvéd.

The 1990s were an even more successful period for the club, both nationally and internationally. 4 Greek Championships (1990199119951996), 4 Greek Cups (1991199319941995) and 2 Greek Super Cups (1993, 1994) were awarded to the club.

In the 1991–92 season, the Greens reached the last 8 of the European Cup and took part in the first ever European tournament to have a group stage.

Champions League 1995–96 semi-finalists

In 1995–96, with Juan Ramon Rocha as coach and key players Krzysztof Warzycha and Juan Jose Borrelli, Panathinaikos reached the semi-finals of the UEFA Champions League where they faced Ajax, recording a surprising 0–1 first leg away victory. However, they suffered a crushing 0–3 defeat on the second leg and were thus denied entry to the final once more. A long dry spell commenced after that year’s European campaign.

2000 and beyond

In the summer of 2000, president Giorgos Vardinogiannis resigned from his duties and passed his shares to his nephew Giannis Vardinogiannis, who changed the style of the club’s management.

With the arrival of coach Sergio Markarian, Panathinaikos reached the quarter-finals of the 2001–02 UEFA Champions League, being eliminated by Barcelona. In the 2002–03 season, they lost the Championship in the last two games by arch-rivals Olympiacos. In Europe, the Greens were eliminated in the UEFA Cup quarter-finals by eventual winners Porto.

With Itzhak Shum as new coach, Panathinaikos managed to win the Double in 2004 after almost ten years. New players like Ezequiel GonzálezLucian Sanmartean and Markus Münch were signed the summer before. However, Shum was unexpectedly fired early in the next season. Zdeněk Ščasný succeeded him on the bench.

In 2005, major changes were made in the team’s roster. Many stars like Angelos Basinas and Michalis Konstantinou departed, while others like Flávio Conceiçãoand Igor Biscan arrived. Ščasný gave his seat to Alberto Malesani. At the start of the 2006–07 season, Malesani left the team and he was replaced by the lackluster Hans Backe, who left only three months after his appointment. Víctor Muñoz then came. For the 2007–08 season, Panathinaikos hired José Peseiro.

On 22 April 2008, main shareholder Giannis Vardinogiannis gave a press conference in which he announced the decision of his family to reduce their share in the club to 50% – after 30 years of full ownership – through a €80 million increase of the company’s capital stock. After the negotiations and the share capital increase, the Vardinogiannis family would hold 56% of the club, Panathinaikos Athlitikos Omilos 10% and the other shareholders 34%.

Following the major changes in 2008, Panathinaikos hired Henk ten Cate as coach and bought many expensive players such as Gilberto Silva from Arsenal and Gabriel from Fluminense. In the 2008–09 season, the Greens proved that they could hold their weight in the Champions League by reaching the last 16. However, they disappointed in the Greek Championship finishing 3rd in the regular season, though they managed to come 2nd overall after the playoff mini-league.

The 2009–10 season was successful for Panathinaikos. During the summer transfer period the club bought Djibril Cissé from MarseilleKostas Katsouranis from BenficaSebastian Leto fromLiverpool and various other players spending more than €35 million. Henk ten Cate left in December to be replaced by Nikos Nioplias. The team managed to enter the last 16 of the Europa Leagueand win both the Greek Championship and the Greek Cup – beating Aris in the final on 24 April.

In the summer of 2010, Panathinaikos signed Jean-Alain Boumsong and Sidney Govou from Lyon as well as Luis GarcíaDamien Plessis and goalkeeper Daniel Fernandes. The fans showed their support by rocketing their own previous record of 26,002 season tickets to 30,091. However, due to bad performances Panathinaikos didn’t manage to protect their title and they were knocked out from the Group Stage of Champions League.

In 2011, due to financial problems, Panathinaikos sold Djibril Cissé for 5,800,000€ to S.S. Lazio and first-choice goalkeeper Alexandros Tzorvas to Palermo in order to reduce the budget. New players came like Quincy Owusu-AbeyieTocheVitolo and Zeca. The club also changed their president and chose Dimitris Gontikas to be the new chairman. Panathinaikos failed to qualify to the Group Stage of Champions League as they were knocked out by Odense BK (4–5 on aggregate). On 5 September 2011, Giannis Vardinogiannis announced that he intended to leave the club.

Panathenian Alliance

Panathinaikos’ downfall continued as a result of the serious riots in the Panathinaikos-Olympiacos derby of 18 March 2012. The entire Board quit and Panathinaikos remained headless for about 2 months. The owner of Skai TV, Giannis Alafouzos, however devised a plan to take Vardinogiannis’ shares (54.7%) and make them available to fans around Greece so that everyone could contribute a desired amount, so that Panathinaikos could overcome the crisis. His plan seemed to be working as a new 20-member board was elected with Dimitris Gontikas at the president’s chair again, however it was yet to be seen how the fans would respond to Panathinaikos’ call for help.

On 2 July 2012, the Panathinaiki Symmahia (Greek: Παναθηναϊκή Συμμαχία) – or Panathenian Alliance, as one would say it in English – finally opened to the public so that everyone could contribute a desired amount in return for some privileges, such as cheaper prices on the season tickets – provided that one contributed at least 175€. If one contributed 20€, they would have a 10% discount at the Panathinaikos F.C. stores. After a few weeks of operation, 3,531 members had signed up, some of which were current or former Panathinaikos players (Boumsong, Ninis, Gilberto Silva, Cisse). These 3,531 members had in total contributed 1,833,465€ till then.

The 18 July 2012 marked a historical day in Panathinaikos history, as Giannis Vardinogiannis gave his shares – 54.7% of Panathinaikos F.C. – to the Panathenian Alliance, thereby allowing Panathinaikos to have a fresh start, with their own fans at the steering wheel.

The first season with the Panathenian Alliance at the helm was nothing short of abysmal for the club. While still enduring financial troubles, Panathinaikos finished 6th in the championship and failed to qualify for the European competitions for the first time in 16 years.

Fonte [http://en.wikipedia.org]

24 Gennaio 1870 – Nasce il cuore Rossonero

La Sartoria Sportiva di Calcio Retrò Milano

Oggi il magico viaggio di Calcio Retrò ci porta a Nottingham, nel nord dell’Inghilterra per assistere alla nascita di un uomo il cui nome entrerà di diritto nella storia del Calcio italiano, un nome magico, che fece vibrare le prime folle … un nome che è quasi tutto nella storia dei pionieri del nostro football. Solitamente la macchina del tempo mi offre la possibilità di scoprire i momenti fondamentali legati alla creazione dei vari club, ma oggi la fortuna mi permetterà di  vivere un momento indimenticabile legato ad un personaggio a cui ogni amante del football non onorerà mai abbastanza.

E’ il 24 gennaio 1870, ci troviamo a Notthingham, precisamente nel retrobottega della macelleria del sig. Edward Kilpin al n. 129 di Mansfield Road. La moglie Sarah, sta dando alla luce il nono figlio della lunghissima dinastia Kilpin. Fuori, la neve imbianca le strade di Nottingham, regalando un aspetto magico…

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