LEGA PRO A 360 GRADI AL CONVEGNO SUL TIFO

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La Lega Pro era presente stamani a Terni al convegno ‘Il tifo nel XXI secolo: stadio o poltrona?’

Al confronto ha partecipato Francesco Ghirelli, direttore della Lega Pro, che ha dichiarato:

“Oggi occorre dire poche parole e fare fatti. Noi siamo perché questo quadriennio sia caratterizzato dall’ammodernamento degli stadi e lo faremo con quelli senza barriere. Se si varerà la legge per gli stadi sarà un bene ma, non raccontiamoci barzellette ed eliminiamo le scusanti, si possono già fare, se si vuole veramente, utilizzando gli attuali strumenti della conferenza dei servizi dei Comuni. Parole? Non per noi. A Castel Rigone, in due mesi il progetto, via le barriere, nuovo stadio e da settembre si gioca. A L’Aquila si sta costruendo; a Prato, Cremona, Sorrento, Monza ecc. ci sono progetti su cui si sta formando la volontà di andare avanti. Cosa serve? Un proprietario disponibile, un Comune attivo-non burocratico, un sistema bancario efficiente, troppo? No, si può”.

Ghirelli ha continuato: “Occorre rompere l’incomunicabilità tra club e tifosi. Come? Dando quote del pacchetto societario ai trust dei tifosi. La violenza e la crisi furono sconfitte così a partire dal 1992 in Germania. Svegliamoci. Si può? Certo, in Lega Pro si stanno facendo.”

E ancora è intervenuto su Salernitana-Nocerina: “Ho chiesto scusa perché faccio parte del mondo del calcio e lo spettacolo e’ stato vergognoso per i bambini, i ragazzi. Sento che si torna sulle colpe e si dice, urlando, colpa della Lega Pro perché non ha diviso le tre squadre campane. Come si potesse fare avendo a disposizione due gironi , sarebbe da spiegare. Ma il punto più serio e’ un altro: se lo avessimo fatto avremmo firmato la resa dello stato e dello sport a favore dei violenti e della criminalità. Dopo Palermo-Catania e l’ uccisione del commissario Raciti, si torno’ a giocare li e lo Stato e lo sport lo fecero perché sapevano che se non lo avessero fatto avrebbero ceduto il territorio e i poteri ai violenti e alla criminalità. La criminalità e’ abile nell’inserirsi nelle debolezze e/o negli errori, a volte diventando la paladina dell’onore di un territorio, di un diritto violato e/o non fatto rispettare dalle istituzioni, organizza la disubbidienza civile, e’ abile nel contempo a non far succedere incidenti e scontri che gli metterebbero in discussione il disegno generale. E poi ha bisogno che il suo codice sia recepito nell’immaginario collettivo: il segno di chi comanda deve riverberarsi forte e limpido e deve essere evidente il cedimento dei protagonisti. Noi non abbiamo ceduto. Ci sono dei momenti, in cui occorre avere il coraggio anche quando intorno si urla e invece si dimostrerà nel tempo che era solo un cinguettare.”

Infine, c’e’ stata anche l’occasione per parlare della riforma dei campionati: “E’ la Lega Pro che ha fatto la Riforma, la crisi e’ stata trasformata da necessità ad opportunità . Non è stato facile. Qualcuno ci chiedeva il perché operavamo, da soli, una riduzione degli spazi di potere avendo deciso di passare da 90 a 60 club, e di conseguenza avremmo avuto, entro il 2014, meno citta’, meno parlamentari, meno tifosi. La risposta e’ stata semplice : Il bene generale e’ la stella cometa di Macalli e della Lega Pro. Il falso potere non interessa, lascia macerie e rovine. Aggiungevano, vedrete che perdendo forza sarete più esposti agli attacchi. E, noi come abbiamo risposto ?Accelerando la riforma, introducendo regole giuste e rigorose. Se non avessimo fatto questo, saremmo uguali a chi blatera e nulla cambia. Così non si può più andare avanti. Abbiamo un caratteraccio, e questo peggiora quando sentiamo di aver ragione. Per questo possiamo chiedere scusa, quando è giusto chiederlo. Infine, tutti insieme dobbiamo salvare il gioco del calcio, come? Deve essere normale, smetterla con la violenza, si gioca perché è un gioco.

Utopia ? No, solo realtà e desiderio che il calcio del XXI secolo sia in un rettangolo verde con migliaia di bambine e bambini sorridenti e felici. Come forse sarà in Italia Lega Pro- Norvegiamartedì 19 novembre a Ferrara nello stadio dei bambini”.

Terni, 16 novembre 2013

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