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SV Babelsberg 03 – Prendere a calci business, razzismo e omofobia

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You are leaving West Berlin

Prendendo  le linee 1 e o7 della S-Bahn berlinese, fino all’estremo capolinea a Ovest si arriva a Est. Sembra un paradosso geografico, ma Potsdam, in pratica una corposa propaggine della capitale tedesca nonostante sia capitale del Land Brandeburgo, è effettivamente ancora densa di riferimenti al suo recente passato socialista. Lasciando da parte i ponti sullo Spree dove un tempo avvenivano gli “scambi” tra i servizi segreti dei due blocchi e le vecchie dacie lungo il fiume oggi affollato dagli yacht dei berlinesi benestanti, raggiungiamo il quartiere di Babelsberg per trovare uno dei più ingombranti cimeli della DDR nei dintorni di Berlino: forse l’unico stadio in tutto il mondo di lingua tedesca dedicato alla memoria di Karl Liebknecht. Il Karl-Liebknecht-Stadion, confidenzialmente “KarLi”, è la casa di uno dei più riusciti esperimenti di azionariato popolare del calcio europeo, dedito alla cura del vivaio e del suo affezionatissimo…

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Gli ultras ucraini e una rivoluzione poco ortodossa

Mondocalcio Magazine

di David Mc Ardle* e Manuel Veth**
Il fervore rivoluzionario che sta attraversando l’Ucraina sotto forma di proteste anti-governative nelle ultime settimane ha ottenuto un forte slancio tra i supporter del calcio. I fatti dell’Egitto e della Turchia hanno ricordato come  i tifosi del calcio possano offrire un’utile base per l’organizzazione delle proteste politiche di massa. Quello che c’è di particolare nel caso ucraino, comunque, è il ruolo “difensivo” che questi supporter del calcio stanno giocando. Piuttosto che protestare per sé, essi sostengono di essere apolitici, semplicemente impegnati a proteggere coloro che intendono esprimere il proprio dissenso.

In Ucraina – in maniera molto simile agli esempi citati – sembra che un diverso tipo di supporter fanatici ed estremisti, a cui ci si riferisce come “Ultras”, abbiano costituito un’alleanza temporanea, che trascende le complessità geografiche e le accese rivalità tra club, con grave danno per il regime in carica. Tuttavia, le spaccature tra i gruppi Ultras partecipanti – molto affini alle differenze tra la variegata accozzaglia dei leader di Euromaidan – che sono momentaneamente sigillate, sono sintomatiche dell’oscurità del mondo politico…

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L’altro Best. Robin Friday, il sesto Beatles..

Grandissimo articolo!

Dio è del Boca

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Ho sempre avuto la maledetta impressione che Matt Busby non sia mai stato un uomo veramente felice. O almeno, non per buona parte della sua vita. Per quanto si sforzasse di sorridere, lui, il sergente di ferro, il comandante di mille battaglie che sembrava inscalfibile ed impassibile, lo stupendo allenatore dei ‘red devils’, in realtà, sotto quella scorza fatta d’acciaio e cera, tipica di chi tutto respinge e fa scivolare via, era triste. Un malessere invisibile lo consumava, lento ed indolore, ma inesorabile. Matt, se proprio vogliamo essere precisi, ha smesso di vivere e di sorridere da quel maledetto 6 febbraio del 1958, quando la sua stupenda creatura si spense nella notte di Monaco di Baviera. Quando tutto ciò che amava ed in cui credeva, tutto ciò a cui aveva dedicato tempo e fatica, e dove aveva racchiuso sogni e speranze, volò verso le stelle senza il biglietto di ritorno…

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